I pericoli della bonaccia d’agosto

Le Borse in ripresa questa settimana in tutta Europa, ma in Spagna e  in Italia più che altrove, assieme al differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi sceso fin sotto i 430 punti, con un miglioramento di cento punti rispetto al picco precedente che risale a nemmeno un mese fa, fanno pensare che l’agosto di ferro e fuoco che era stato da più parti previsto si sia trasformato in bonaccia. Poiché lunedì, quando riapriranno i mercati, oramai si sarà entrati nella terza decade del mese, questa supposizione è  plausibile.
13 AGO 20
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Le Borse in ripresa questa settimana in tutta Europa, ma in Spagna e in Italia più che altrove, assieme al differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi sceso fin sotto i 430 punti, con un miglioramento di cento punti rispetto al picco precedente che risale a nemmeno un mese fa, fanno pensare che l’agosto di ferro e fuoco che era stato da più parti previsto si sia trasformato in bonaccia. Poiché lunedì, quando riapriranno i mercati, oramai si sarà entrati nella terza decade del mese, questa supposizione è plausibile. La ferma presa di posizione del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, a difesa dell’Eurozona, sia pure in subordine all’intervento dei Fondi salva stati e a impegni precisi da parte dei governi, ha evidentemente disorientato i mercati. Visto che dalla Germania veniva solo l’opposizione della Bundesbank e di gruppi oltranzisti, mentre il governo stava in silenzio, gli operatori che avevano scommesso contro l’euro si sono attestati su una linea di “wait and see”.
D’altra parte si è avuta anche la netta sensazione che la Corte costituzionale tedesca a settembre darà il via libera al Meccanismo europeo di stabilizzazione (Esm). E le dichiarazioni della cancelliera Angela Merkel a sostegno di Draghi hanno indotto a proseguire nella linea attendista, nonostante che il consolidamento fiscale in Spagna non faccia progressi e continui a peggiorare lo stato di salute del sistema bancario. Per l’Italia, invece, tale consolidamento si sta verificando secondo le previsioni, e questo nonostante la recessione. Quest’ultima non intacca sostanzialmente la posizione delle banche, né quella patrimoniale delle famiglie. Ma la calma di agosto non indica che il peggio sia passato. Infatti le modalità di intervento e l’efficacia dell’azione della Bce, successivamente alla richiesta spagnola di aiuto al Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf) o all’Esm, non sono ancora state verificate. Non è noto se e quanto Madrid dovrà umiliarsi per ottenere questi aiuti e cosa farà la Bce, nel frattempo, trovandosi in situazione ambigua. Il problema greco, inoltre, non è ancora risolto.
L’Italia potrebbe in qualche modo isolarsi dal nuovo risiko che emergerà in settembre se sarà chiaro che gli obiettivi di bilancio per il 2012 verranno comunque raggiunti e che questa linea proseguirà nel 2013 e se, sul fronte degli investimenti e delle imprese vi fossero episodi di risveglio, anche limitati, ma significativi. Ma tutto ciò non si è ancora materializzato, e quindi l’effetto contagio potrebbe tornare tra noi con la stessa rapidità con cui è apparentemente svanito.